Armature e armorari nella Milano medievale. Storia di famiglie, signa, magli e acciaio


PREZZO : EUR 20,00€
CODICE: ISBN 8862747624 EAN 9788862747622
AUTORE/CURATORE/ARTISTA :
Autore:
EDITORE/PRODUTTORE :
COLLANA/SERIE : , 148
DISPONIBILITA': Disponibile


TITOLO/DENOMINAZIONE:
Armature e armorari nella Milano medievale. Storia di famiglie, signa, magli e acciaio

PREZZO : EUR 20,00€

CODICE :
ISBN 8862747624
EAN 9788862747622

AUTORE/CURATORE/ARTISTA :
Autore:

EDITORE/PRODUTTORE:


COLLANA/SERIE:
, 148

ANNO:
2017

DISPONIBILITA':
Disponibile

CARATTERISTICHE TECNICHE:
248 pagine
Ill. b/n
Brossura con alette
gr 640

DESCRIZIONE:

Commento dell'editore:
La produzione delle armature a Milano rappresentò per secoli una delle eccellenze cittadine, ponendosi ai vertici europei per qualità costruttiva ed eleganza formale. Sebbene rimangano ben poche fonti a testimoniare il lungo iter delle fabbriche milanesi verso simili vette, è comunque indiscutibile che questi ateliers tra Trecento e Cinquecento scrissero una pagina indelebile nella storia degli armamenti, stimolando fin dal XIX secolo l'interesse di una vasta platea di studiosi. Un nodo tuttavia si è sempre dimostrato difficile da sciogliere: come identificare i prodotti di queste officine e come distinguerli da quelli di altre città? A un simile quesito solo la decifrazione dei marchi impressi sulle piastre ha potuto offrire una risposta, nella speranza di attribuire un autore ai capolavori di arte fabbrile dispersi tra le collezioni pubbliche e private. Tali tentativi non sempre si sono rivelati fruttosi, specie per la poca documentazione scritta e iconografica disponibile, indispensabile per una contestualizzazione degli esemplari superstiti. Questo lavoro, pertanto, nasce con l'intenzione di ritornare sulla vexata quaestio attributiva, offrendo nuovo materiale ai ricercatori e facendo il punto sulle teorie fino ad oggi ventilate. Alla prefazione storica e al catalogo delle marche, infine, è stata aggiunta un'ampia appendice iconografica commentata, legata al testo ma in una certa misura indipendente, per meglio schiudere le porte della disciplina oplologica alla platea più ampia dei "non addetti ai lavori".


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