Commento dell'editore e quarta di copertina:
Nel Medioevo occidentale non si era mai affermata una tradizione continua nell'apprendimento del greco: il contatto diretto con la cultura ellenica era rimasto fenomeno intermittente e occasionale, sempre circoscritto a pochi centri, a pochi individui. Questo libro ripercorre le tappe fondamentali che, dalla fine del XIV secolo, portarono a capovolgere la situazione, collocando saldamente i testi greci al centro della nuova cultura europea. Ci racconta come si ricominciò a imparare il greco, per quali scopi lo si apprendeva, e in che misura i nuovi lettori di quell'antica letteratura fossero in grado di comprendere i testi. Ci spiega gli sforzi che personaggi diversi, ma legati a una medesima vicenda, da Manuele Crisolora a Poliziano ad Aldo Manuzio, affrontarono per raccogliere una sfida difficilissima. Perché questo libro è sì una storia di manoscritti e biblioteche, ma è soprattutto una storia di uomini: di insegnanti, intellettuali, imprenditori che si impegnarono perché l'eredità ricevuta dalla Bisanzio morente non scomparisse nel nulla. Ed è una documentata riflessione sul ruolo decisivo che l'Italia si assunse nella trasmissione di quel patrimonio, riaccostando l'Occidente non solo alla lingua greca ma anche, per usare le parole di Baldassar Castiglione, alle "molte e varie cose che in quella divinamente scritte sono".
Indice:
pag. VII Prefazione
IX Abbreviazioni
1 Gli esordi
9 Crisolora: metodi di apprendimento della lingua
16 Bruni e i primi traduttori
30 Gli sviluppi
45 Vittorino da Feltre
56 Guarino
64 Filelfo
72 Prelati greci in Italia
89 Valla
99 Roma sotto Nicolò V e i successori
112 Firenze nella seconda metà del secolo
133 Poliziano
149 Padova, Bologna, Ferrara e Messina
163 Venezia
207 Conclusioni