DISCRETE CONDIZIONI
Seconda di copertina:
Non si capiscono queste pagine di Vittorio Vettori, tendenti a definire l'attualità di Dante non solo direttamente sui testi ma anche indirettamente sul fìlo di tutta una tradizione nonché nel rapporto esistente tra Dante e altre voci eminenti della nostra letteratura, se non le si collega con quell'iniziativa pisana della Lectura Dantis Internazionale, promossa e diretta dallo stesso Vettori, che gli studiosi conoscono attraverso l'omonima collezione marzoratiana e che ha avuto recententente una meritata consacrazione da parte di André Pézard nell'apparato critico delle "Oeuvres complètes" di Dante, da lui raccolte e tradotte per la Bibliothèque de la Pléiade. C'era e c'è infatti in quell'iniziativa, come poi in queste pagine (e come anche nell'agile e singolare "Storia di Dante" pubblicata dal Vettori parallelamente al presente volume), l'ambizione di togliere Dante di mano ai soliti specialisti in questioni di lana caprina per riviverne e farne rivivere la lezione di verità e di poesia nell'unica luce che le compete: la luce dei messaggi supremi.
Nel far ciò, si direbbe che il Vettori, casentinese di nascita ma pisano di adozione e di elezione, si sia ispirato al "genius loci" di Pisa, un genio intrinsecamente dantesco nel grande arco storico che va dall'arte di Giovanni Pisano al pensiero di Giovanni Gentile. Ed è per questo che il presente volume - col quale s'inaugura una nuova serie della Biblioteca dell'Ussero - vuol essere anche un omaggio all'aria in cui è nato: l'aria ferma del Duomo, del Campanile, del Battistero, del Camposanto, dove il sogno imperiale (e dantescamente imperiale) di Pisa si fece realtà.