Federico Barbarossa e Beatrice di Borgogna. Re e regina d'Italia


PREZZO : EUR 20,00€
CODICE: ISBN 8804586761 EAN 9788804586760
AUTORE/CURATORE/ARTISTA :
Autore:
EDITORE/PRODUTTORE :
COLLANA/SERIE : -  
DISPONIBILITA': In esaurimento


TITOLO/DENOMINAZIONE:
Federico Barbarossa e Beatrice di Borgogna. Re e regina d'Italia

PREZZO : EUR 20,00€

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ISBN 8804586761
EAN 9788804586760

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COLLANA/SERIE:

 

ANNO:
2009

DISPONIBILITA':
In esaurimento

CARATTERISTICHE TECNICHE:
324 pagine
Brossura
cm 13,5 x 20 x 1,7
gr 240

DESCRIZIONE:

Commento dell'editore e quarta di copertina:
"Il misterioso intreccio di bene e di male presente nel cuore di ogni uomo, nella vita di Federico Barbarossa si è manifestato con le contraddizioni più grandi. Lo stesso uomo che scese in Italia per uccidere, incendiare e devastare, che ordinò feroci mutilazioni e saccheggi, quello stesso uomo amò teneramente una giovane donna e una nidiata di figli. Colui che per tanti anni portò in Italia la guerra, alla fine della vita si convertì alla pace e volse l'ultimo sguardo ancora più lontano, a Gerusalemme."
Con una prosa chiara, avvincente e puntualmente documentata, Federico A. Rossi di Marignano rievoca le sei discese in Italia del Barbarossa nel tentativo che fece, durante vent'anni, di sostituire alla struttura democratica dei Comuni italiani quella autoritaria e centralizzata dell'impero. Di fronte ai soprusi imperiali i Comuni italiani seppero invece superare le antiche inimicizie e allearsi tra loro, sconfiggendo alla fine il Barbarossa a Legnano il 29 maggio 1176. Ricorrendo alla viva voce dei cronisti coevi, seguendo un rigoroso ordine cronologico, l'autore descrive i luoghi, le condizioni di vita, le vicende personali e politiche dei protagonisti, ricordando quel che dissero, quel che fecero e perché. Dalla sua ricerca storica sono state tratte le sceneggiature di una fiction Rai e di un film in inglese per il circuito internazionale.

Indice:
pag. 7 Prefazione. Un confronto poiitico-militare più famoso che conosciuto
Parte prima IMPERO, PAPATO E COMUNI NEL SECOLO DEL BARBAROSSA
11 I. Federico Barbarossa, metà guelfo e metà ghibellino
11 La sua infanzia non fu felice
11 "Vir uxorius" per i suoi detrattori
12 Federico era il nome di tutti i primogeniti degli Hohenstaufen
13 Sognò di emulare il suo antenato Carlomagno
14 Sembrava sempre voler ridere
15 Il colore singolare della sua barba
16 I tre zii del Barbarossa
17 Uno dei regni più lunghi della storia
18 In Italia non si rivelò un grande stratega
19 II. In Italia trascorse dodici anni della sua vita
19 Pose egli stesso le basi della sua sconfitta
20 Combatté il papa legittimo, ma protesse gli ebrei
21 Un confronto politico con il papa e militare con i Comuni
22 III. Cento Anni prima della battaglia di Legnano
22 La lotta per le investiture
23 Trent'anni di guerre tra guelfi e ghibellini
24 IV. Papato, clero e popolo cristiano nel XII secolo
24 I papi cacciati ripetutamente da Roma
25 Celibato ecclesiastico e sentire religioso del popolo
26 Il ruolo dei monasteri nel secolo del Barbarossa
27 Federico e santa Ildegarda di Bingen
27 I Cistercensi e san Bernardo di Clairvaux
29 Amore e sessualità nel secolo del Barbarossa
31 V. La valle padana ai tempi del Barbarossa
31 Ovunque boschi spontanei
31 Il legno: la principale fonte di energia
32 L'utilizzo del legname da costruzione
34 Un intricato sistema di acque sotterranee: le marcite lombarde
35 I mulini ad acqua
36 La pescosità dei fiumi e dei laghi
36 La pianura del Po vista dai tedeschi
38 La popolazione italiana non superava i cinque milioni
39 I contadini andavano perdendo la proprietà di fatto della terra
40 Singolare estensione del contado milanese
41 VI. Il Comune di Milano nel XII secolo
41 Struttura democratica e ricchezza dei Comuni italiani
42 Dalla Milano feudale alla Milano comunale
43 I potenti consoli milanesi
44 Milano al centro del mondo occidentale
45 La diocesi di Milano, la più antica dell'Occidente
47 VII. Chiamato in Italia dal papa e dai Comuni nemici di Milano
47 Cacciato da Roma, papa Eugenio III chiede aiuto ai tedeschi
48 Anche Lodi, Pavia e Cremona invocano il Barbarossa
48 I milanesi calpestano il sigillo reale
50 Federico doveva affrettarsi a intervenire
Parte seconda LA PRIMA DISCESA IN ITALIA (1154)
53 VIII. A Pavia è incoronato re d'Italia
53 Tiene una prima dieta a Roncaglia
54 Devasta il contado milanese
55 Assedia e distrugge Tortona
56 Da Pavia a Bologna, a Sutri
57 IX. A Roma è incoronato imperatore
57 Cattura Arnaldo da Brescia e lo consegna ai legati pontifici
59 Prime controversie di Federico con Adriano IV e con i romani
59 Occupa la Città Leonina
60 Dopo l'incoronazione i romani insorgono
61 X. Federico torna in Germania
61 Prima di valicare nuovamente le Alpi mette al bando i milanesi
62 Due trappole tese dai veronesi
63 Una repressione feroce
64 In Germania consegna la Baviera a Enrico il Leone
65 XI. Federico si risposa
65 L'annullamento del primo matrimonio
66 Il fidanzamento con Maria Comnena
66 La sottomissione della Borgogna e il matrimonio con Beatrice
69 Prepara per il 1158 una seconda discesa in Italia
70 XII. Milano si era subito preparata alla guerra
70 I carri da guerra di mastro Guitelmo
71 Milano riconquista i capisaldi perduti
72 I carri da guerra milanesi all'assedio di Vigevano
74 XIII. La dieta di Besançon del 1157
74 I rapporti tra il papa e il Barbarossa si guastano
75 Un Breve assai poco diplomatico
76 Ottone di Wittelsbach è travolto dall'ira
77 La teoria delle due spade
78 XIV. Milano distrugge Lodi Vecchio
78 Il Comune di Milano tra Impero e Papato
79 Ultimatum dei milanesi ai lodigiani
80 Adriano IV deve scusarsi con l'imperatore
Parte terza LA SECONDA DISCESA IN ITALIA (1158)
83 XV. Un immenso esercito contro Milano
83 I tedeschi scesero in Italia da tre passi diversi
84 I principali valici storici delle Alpi
85 I flussi migratori dalle Alpi e dagli Appennini
86 Singolari caratteri delle popolazioni alpine
87 Perché da tre passi diversi
88 XVI. Un Baedeker di Milano nel 1158
88 Due ordini di mura antiche
89 Una terza cerchia difensiva
90 Il centro cittadino
91 Le abitazioni milanesi
92 L'alimentazione quotidiana
93 L'arguto volgare lombardo
95 Le vie di comunicazione da e per Milano
97 XVII. Il primo assedio di Milano
97 Gli eserciti imperiali si riuniscono a Brescia
98 Il discorso del Barbarossa all'esercito
99 La natura del contendere
100 Gli imperiali in marcia verso Milano
101 Le macchine da guerra non potevano avvicinarsi alle mura
102 Un'inutile sortita
103 La torre fuori porta Romana deve arrendersi
103 Milano vinta dalla fame e dalla peste
104 I milanesi sfilano, le corde al collo, in segno di sottomissione
106 XVIII. La seconda dieta di Roncaglia
106 Il Barbarossa congeda l'esercito e convoca una seconda dieta a Roncaglia
107 "Ciò che al principe piace ha vigore di legge"
108 Tutti i privilegi ritornano all'imperatore
109 Beatrice di Borgogna compie quindici anni
110 XIX. Atrocità all'assedio di Crema
110 I milanesi e i cremaschi cacciano i legati imperiali
111 Beatrice raggiunge il marito all'assedio di Crema
112 Scelleratezze dell'una e dell'altra parte
114 Federico combatte in prima linea
115 Cremaschi e milanesi devono arrendersi
116 XX. Aessandro III scomunica il Barbarossa
116 Milano, Brescia, Piacenza e Crema si alleano con Adriano IV
116 Elezione contestata di Alessandro III
118 Federico si ritira di fronte ai carri falcati milanesi
119 XXI. Il Carroccio: cos'era, com'era
119 Un punto di comando mobile
Parte quarta MILANO È RASA AL SUOLO
125 XXII. L'epica battaglia di Carcano
125 Accerchiati dal Barbarossa
125 Un improvvisato Carroccio
126 Un incauto inseguimento
127 Una versione edulcorata della battaglia
128 Bruciano i magazzini dei viveri di Milano
129 Mutilazioni feroci per terrorizzare i milanesi
130 XXIII. Milano si arrende per la seconda volta
130 Traditi da un concittadino
131 Quattro sfilate di resa a Lodi
132 L'ultima sottomissione di fronte a Beatrice
133 Quattrocento ostaggi per privare Milano dei capi
134 XXIV. Milano è rasa al suolo
134 Otto giorni per lasciare Milano
135 Abbattuto il campanile della cattedrale, il più alto d'Italia
136 Privati della potenza di Milano…
137 XXV. Tutti contro il Barbarossa
137 Alessandro III si era rifugiato in Francia
138 Si coalizza un fronte antimperiale
139 L'incontro con il re di Francia va a monte
140 I soprusi tedeschi in val Padana
141 XXVI. La terza discesa in Italia (1163)
141 Intendeva estendere il regno d'Italia a tutta la penisola
142 Un movimento più propriamente padano
143 Il trafugamento delle reliquie dei re Magi
144 Solo pochi frammenti furono restituiti
145 Il primogenito di Beatrice nasce a Pavia
146 XXVII. In Italia per la quarta volta (1166)
146 In Germania fa canonizzare Carlomagno
147 l romani richiamano Alessandro III
148 Federico da Pavia a Bologna, a Roma
149 XXVIII. A Roma gli imperiali sono decimati dalla peste
149 La profanazione di San Pietro
150 Ancora un'epidemia
151 La spedizione contro i romani costò cara al Barbarossa
Parte quinta "L'HAN GIURATO. LI HO VISTI IN PONTIDA"
155 XXIX "Chi un sopruso patì s'el ricordi"
155 Un testimone tardivo
158 Quattro brevi iscrizioni
159 XXX. Da Bergamo a Cremona, a Pontida
159 Il monastero di Pontida
160 Una data verosimile
161 Nei borghi i milanesi sono presi dal panico
163 XXXI. I milanesi rientrano a Milano
163 "Frater Jacobo! Chi era costui?"
164 Lodi deve arrendersi
165 La Lega Lombarda e quella Veneta si fondono
167 XXXII. Il Barbarossa in fuga da Pontremoli e da Susa
167 L'agguato della Lega al passo della Cisa
168 I segusini progettano di uccidere l'imperatore
169 La fondazione di Alessandria
171 XXXIII. Con san Galdino Milano risorge
171 Favorì la fusione tra la Lega Lombarda e la Lega Veneta
171 Fu il primo arcivescovo di Milano nominato dal papa
172 Le donne milanesi gli donarono i loro gioielli
173 Il Privilegio "Non est dubium"
174 Morì un mese prima della vittoria di Legnano
175 Il "pane di san Galdino"
176 XXXIV. La quinta discesa in Italia (1174)
176 Il Barbarossa restò in Germania sei anni
177 Pace e ristoro nel castello di Haguenau
178 Imperiali e veneziani assediano Ancona
179 Federico scende in Italia per la quinta volta
180 XXXV. Il Barbarossa assedia Alessandria
180 Uno stratagemma sacrilego
181 "Su i campi di Marengo batte la luna…"
182 L'armistizio di Montebello
183 Le trattative di pace fallirono sul nascere
Parte sesta I COMBATTENTI CHE VINSERO A LEGNANO
187 XXXVI. L'umiliazione di Chiavenna
187 Federico cerca invano di indurre il papa ad abbandonare la Lega
187 Incontra a Chiavenna Enrico il Leone
188 La scusa singolare di Enrico
189 Le vere ragioni del mancato accordo
190 Mancavano due mesi alla battaglia di Legnano
191 XXXVII. L'esercito che vinse il Barbarossa a Legnano
191 Soldati in quanto cittadini
192 I fanti volontari vestivano poveramente
193 Il ricorso a truppe mercenarie
195 XXXVIII. Tra storia e leggenda
195 Un Alberto da Giussano è realmente esistito
195 La "Chronica Galvagnana" del primo Trecento
196 Di autore in autore…
197 La Compagnia della Morte
199 XXXIX. Più cavalieri che fanti sul campo di Legnano
199 I mercenari: solo un quinto dell'esercito
201 Comandante e artefice strategico della vittoria
201 Su Alberto da Giussano possibili solo ipotesi
203 XL. Il Barbarossa è attirato in un agguato
203 Da Pavia a Como e ritorno…
203 La Lega decide di tagliargli la strada
204 La successione dei fatti secondo due autori coevi attendibili
206 XLI. La battaglia di Legnano (29 maggio 1176)
206 Una barriera inespugnabile di acuminate punte d'acciaio
207 Federico ordina una carica di aggiramento
208 Una versione migliorata dei carri di mastro Guitelmo
209 Carri più trapezoidali che triangolari
211 XLII. Federico scompare alla vista di tutti
211 Un'arma segreta risolutiva
212 Gli imperiali furono presi dal terrore
Parte settima CONSEGUENZE DELLA BATTAGLIA DI LEGNANO
217 XLIII. Gli imperiali volgono in fuga
217 Solo i comaschi non riuscirono a fuggire
217 Il saccheggio delle spoglie imperiali
218 Dopo alcuni giorni Federico ricompare sano e salvo a Pavia
220 XLIV. Conversione di Federico alla diplomazia
220 La battaglia non segnò il declino della cavalleria
221 I cento carri di Guitelmo come le cento torri di Milano
222 Dopo le dure lezioni di Chiavenna e Legnano…
224 XLV. Da Anagni a Ferrara, a Venezia
224 Federico riconosce Alessandro III e ottiene una pace separata
225 Il discorso di Alessandro III a Ferrara
226 La replica risentita dei rettori della Lega
228 XLVI. La tregua di Venezia
228 Alessandro III ottiene per la Lega una tregua di sei anni
229 Federico riconosce i propri errori
230 Il concilio Lateranense III
231 Morte di Alessandro III
232 XLVII. La pace di Costanza del 1183
232 Nessuno voleva una nuova guerra
233 Il preambolo del trattato di pace
236 XLVIII. La sesta discesa in Italia (1184)
236 Una calamità naturale premonitrice
237 Senza un esercito, senza Beatrice
238 L'incontro di Verona con Lucio III
239 Morte improvvisa di Beatrice
240 Federico prepara la sua successione
241 XLIX. Sulla strada di Gerusalemme
241 La sconfitta di Guido di Lusignano a Hattin
242 La Curia Jesu Christi
243 Morì travolto da una piena improvvisa
244 Le sue ossa andarono perdute
245 Epilogo. Otto secoli dopo
245 Il monumento alla vittoria di Legnano
246 Il romanzo a puntate di Raffaele Sonzogno
247 Il libretto di Vitaliano Rossi
248 "Il Parlamento" del Carducci
251 Luci e ombre
252 Lo stratega che vinse a Legnano
253 Un elogio di Federico e Beatrice, sovrani, sposi e genitori
255 Note
295 Appendice
306 Ringraziamenti
307 Indice dei nomi e dei luoghi


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