Commento dell'editore:
Il volume raccoglie tredici saggi, distribuiti in due parti. Di queste, la prima è dedicata a ricerche su quegli aspetti fondamentali della propria cultura e della propria sensibilità di lettore che Dante mette in gioco e lascia in ogni parte della sua opera complessa e bilingue. La seconda parte propone la lettura di otto canti della Divina Commedia, ognuno interpretato in costante riferimento ai suoi presupposti culturali e dottrinali. La documentazione di base per questi studi, quasi tutta nuova e di prima mano, attinge essenzialmente al pensiero e alla letteratura patristica e del Medio Evo latino, nel presupposto che una sicura comprensione del poema (e in genere di tutti gli scritti danteschi) richieda un'approfondita conoscenza delle dottrine filosofico-scientifiche nonché della letteratura espresse da quella civiltà mediolatina da cui Dante stesso, pur avviandosi a uscirne, ha tratto nutrimento e impulso vitale. Tuttavia, nonostante il rigore storiografico e critico che le ispira, queste pagine, per buona parte concepite quali lecturae Dantis, hanno volutamente conservata sia l'originaria impostazione piana e didascalica del discorso, sia lo stile diretto e comunicativo richiesto dall'occasione per cui erano state dapprima composte, sia, infine, il proposito di rivolgersi con la stessa efficacia tanto agli specialisti quanto agli amatori della poesia dantesca.