Il nome della rosa - PRIMA EDIZIONE

OTTIME CONDIZIONI

PREZZO : EUR 180,00€
CODICE: ISBN 8845207056 EAN 9788845207051
AUTORE/CURATORE/ARTISTA :
Autore:
EDITORE/PRODUTTORE :
COLLANA/SERIE :
DISPONIBILITA': Disponibile


TITOLO/DENOMINAZIONE:
Il nome della rosa - PRIMA EDIZIONE
OTTIME CONDIZIONI
PREZZO : EUR 180,00€

CODICE :
ISBN 8845207056
EAN 9788845207051

AUTORE/CURATORE/ARTISTA :
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EDITORE/PRODUTTORE:


COLLANA/SERIE:


ANNO:
1980

DISPONIBILITA':
Disponibile

CARATTERISTICHE TECNICHE:
542 pagine
1 mappa in b/n
Rilegato in tela con sovracoperta
cm 12,5 x 21,5 x 3,2
gr 485

NOTE:
VOLUME IN OTTIME CONDIZIONI, INGIALLIMENTO DELLE PAGINE AI BORDI

DESCRIZIONE:

Seconda di copertina:
Ultima settimana del novembre 1327. Ludovico il Bavaro assedia Pisa e si dispone a scendere verso Roma, il papa è ad Avignone e insiste per avere al suo cospetto Michele da Cesena, generale dei francescani, i quali qualche anno prima hanno proclamato a Perugia che Cristo non ha avuto proprietà alcuna. Dottrina eretica, come eretici sono i fraticelli, i cui roghi illuminano l'Italia e la Francia, come eretiche erano le bande armate di fra Dolcino, debellato e bruciato da due decenni. Su questo sfondo storico si svolge la vicenda di questo romanzo, ovvero del manoscritto misterioso di Adso da Melk, un novizio benedettino che ha accompagnato in un'abbazia dell'alta Italia frate Guglielmo da Baskerville, incaricato di una sottile e imprecisa missione diplomatica. Ex inquisitore, amico di Guglielmo di Occam e di Marsilio da Padova, frate Guglielmo si trova a dover dipanare una serie di misteriosi delitti (sette in sette giorni, perpetrati nel chiuso della cinta abbaziale) che insanguinano una biblioteca labirintica e inaccessibile. Guglielmo risolverà il caso, forse troppo tardi, in termini di giorni, forse troppo presto, in termini di secoli. E per farlo dovrà decifrare indizi di ogni genere, dal comportamento dei santi a quello degli eretici, dalle scritture negromantiche al linguaggio delle erbe, da manoscritti in lingue ignote alle mosse diplomatiche degli uomini di potere. Difficile da definire (gothic novel, cronaca medievale, romanzo poliziesco, racconto ideologico a chiave, allegoria) questo romanzo (la cui storia si intreccia con la Storia - perché l'autore, forse mendacemente, asserisce che di suo non vi è una sola parola) può forse essere letto in tre modi. La prima categoria di lettori sarà avvinta dalla trama e dai colpi di scena, e accetterà anche le lunghe discussioni libresche, e i dialoghi filosofici, perché avvertirà che proprio in quelle pagine svagate si annidano i segni, le tracce, i sintomi rivelatori. La seconda categoria si appassionerà al dibattito di idee, e tenterà connessioni (che l'autore si rifiuta di autorizzare) con la nostra attualità. La terza si renderà conto che questo testo è un tessuto di altri testi, un "giallo" di citazioni, un libro fatto di libri. A ciascuna delle tre categorie l'autore comunque rifiuta di rivelare che cosa il libro voglia dire. Se avesse voluto sostenere una tesi, avrebbe scritto un saggio (come tanti altri che ha scritto). Se ha scritto un romanzo è perché ha scoperto, in età matura, che di ciò di cui non si può teorizzare, si deve narrare.

Indice:
pag. 9 Naturalmente, un manoscritto
17 PROLOGO
PRIMO GIORNO
29 Prima. Dove si arriva ai piedi dell'abbazia e Guglielmo dà prova di grande acume
35 Terza. Dove Guglielmo ha una istruttiva conversazione con l'Abate
48 Sesta. Dove Adso ammira il portale della chiesa e Guglielmo ritrova Ubertino da Casale
73 Verso nona. Dove Guglielmo ha un dialogo dottissimo con Severino erborista
79 Dopo nona. Dove si visita lo scriptorium e si conoscono molti studiosi, copisti e rubricatori nonché un vegliardo cieco che attende l'Anticristo
92 Vespri. Dove si visita il resto dell'abbazia, Guglielmo trae alcune conclusioni sulla morte di Adelmo, si parla col fratello vetraio di vetri per leggere e di fantasmi per chi vuol leggere troppo
101 Compieta. Dove Guglielmo e Adso godono della lieta ospitalità dell'Abate e della corrucciata conversazione di Jorge
SECONDO GIORNO
109 Mattutino. Dove poche ore di mistica felicità sono interrotte da un sanguinosissimo evento
118 Prima. Dove Bencio da Upsala confida alcune cose, altre ne confida Berengario da Arundel e Adso apprende cosa sia la vera penitenza
128 Terza. Dove si assiste a una rissa tra persone volgari, Aymaro da Alessandria fa alcune allusioni e Adso medita sulla santità e sullo sterco del demonio. Poi Guglielmo e Adso tornano nello scriptorium, Guglielmo vede qualcosa d'interessante, ha una terza conversazione sulla liceità del riso, ma in definitiva non può guardare dove vorrebbe
142 Sesta. Dove Bencio fa uno strano racconto da cui si apprendono cose poco edificanti sulla vita dell'abbazia
147 Nona. Dove l'Abate si mostra fiero delle ricchezze della sua abbazia e timoroso degli eretici, e alla fine Adso dubita di aver fatto male ad andare per il mondo
161 Dopo vespri. Dove, malgrado il capitolo sia breve, il vegliardo Alinardo dice cose assai interessanti sul labirinto e sul modo di entrarvi
165 Compieta. Dove si entra nell'Edificio, e si scopre un visitatore misterioso, si trova un messaggio segreto con segni da negromante, e scompare, appena trovato, un libro che poi sarà ricercato per molti altri capitoli, né ultima vicissitudine è il furto delle preziose lenti di Guglielmo
173 Notte. Dove si penetra finalmente nel labirinto, si hanno strane visioni e, come accade nei labirinti, ci si perde
TERZO GIORNO
185 Da laudi a prima. Dove si trova un panno sporco di sangue nella cella di Berengario scomparso, ed è tutto
186 Terza. Dove Adso nello scriptorium riflette sulla storia del suo ordine e sul destino dei libri
190 Sesta. Dove Adso riceve le confidenze di Salvatore, che non si possono riassumere in poche parole, ma che gli ispirano molte preoccupate meditazioni
199 Nona. Dove Guglielmo parla ad Adso del gran fiume ereticale, della funzione dei semplici nella chiesa, dei suoi dubbi sulla conoscibilità delle leggi generali, e quasi per inciso racconta come ha decifrato i segni negromantici lasciati da Venanzio
213 Vespri. Dove si parla ancora con l'Abate, Guglielmo ha alcune idee mirabolanti per decifrare l'enigma del labirinto, e ci riesce nel modo più ragionevole. Poi si mangia il casio in pastelletto
224 Dopo compieta. Dove Ubertino racconta ad Adso la storia di fra Dolcino, altre storie Adso rievoca o legge in biblioteca per conto suo, e poi gli accade di avere un incontro con una fanciulla bella e terribile come un esercito schierato a battaglia
254 Notte. Dove Adso sconvolto si confessa con Guglielmo e medita sulla funzione della donna nel piano della creazione, poi però scopre il cadavere di un uomo
QUARTO GIORNO
263 Laudi. Dove Guglielmo e Severino esaminano il cadavere di Berengario, scoprono che ha la lingua nera, cosa singolare per un annegato. Poi discutono di veleni dolorosissimi e di un furto remoto
270 Prima. Dove Guglielmo induce prima Salvatore e poi il cellario a confessare il loro passato, Severino ritrova le lenti rubate, Nicola porta quelle nuove e Guglielmo con sei occhi va a decifrare il manoscritto di Venanzio
280 Terza. Dove Adso si dibatte nei patimenti d'amore, poi arriva Guglielmo col testo di Venanzio, che continua a rimanere indecifrabile anche dopo esser stato decifrato
290 Sesta. Dove Adso va a cercar tartufi e trova i minoriti in arrivo, questi colloquiano a lungo con Guglielmo e Ubertino e si apprendono cose molto tristi su Giovanni XXII
303 Nona. Dove arrivano il cardinale del Poggetto, Bernardo Gui e gli altri uomini di Avignone, e poi ciascuno fa cose diverse
306 Vespri. Dove Alinardo sembra dare informazioni preziose e Guglielmo rivela il suo metodo per arrivare a una verità probabile attraverso una serie di sicuri errori
310 Compieta. Dove Salvatore parla di una magia portentosa
313 Dopo compieta. Dove si visita di nuovo il labirinto, si arriva alla soglia del finis Africae ma non ci si può entrare perché non si sa cosa siano il primo e il settimo dei quattro, e infine Adso ha una ricaduta, peraltro assai dotta, nella sua malattia d'amore
330 Notte. Dove Salvatore si fa miseramente scoprire da Bernardo Gui, la ragazza amata da Adso viene presa come strega e tutti vanno a letto più infelici e preoccupati di prima
QUINTO GIORNO
339 Prima. Dove ha luogo una fraterna discussione sulla povertà di Gesù
353 Terza. Dove Severino parla a Guglielmo di uno strano libro e Guglielmo parla ai legati di una strana concezione del governo temporale
362 Sesta. Dove si trova Severino assassinato e non si trova più il libro che lui aveva trovato
373 Nona. Dove si amministra la giustizia e si ha la imbarazzante impressione che tutti abbiano torto
394 Vespri. Dove Ubertino si dà alla fuga, Bencio incomincia a osservare le leggi e Guglielmo fa alcune riflessioni sui vari tipi di lussuria incontrati quel giorno
400 Compieta. Dove si ascolta un sermone sulla venuta dell'Anticristo e Adso scopre il potere dei nomi propri
SESTO GIORNO
413 Mattutino. Dove i principi sederunt, e Malachia stramazza al suolo
418 Laudi. Dove viene eletto un nuovo cellario ma non un nuovo bibliotecario
421 Prima. Dove Nicola raconta tante cose, mentre si visita la cripta del tesoro
428 Terza. Dove Adso, ascoltando il "Dies irae", ha un sogno o visione che dir si voglia
439 Dopo terza. Dove Guglielmo spiega ad Adso il suo sogno
442 Sesta. Dove si ricostruisce la storia dei bibliotecari e si ha qualche notizia in più sul libro misterioso
447 Nona. Dove l'Abate si rifiuta di ascoltare Guglielmo, parla del linguaggio delle gemme e manifesta il desiderio che non si indaghi più su quelle tristi vicende
456 Tra vespro e compieta. Dove in breve si racconta di lunghe ore di smarrimento
459 Dopo compieta. Dove, quasi per caso, Guglielmo scopre il segreto per entrare nel finis Africae
SETTIMO GIORNO
467 Notte. Dove, a riassumere le rivelazioni prodigiose di cui si parla, il titolo dovrebbe essere lungo quanto il capitolo, il che è contrario alle consuetudini
483 Notte. Dove avviene l'ecpitosi e a causa della troppa virtù prevalgono le forze dell'inferno
497 ULTIMO FOLIO
505 POSTILLA


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