Quem Quaeritis. Teatro sacro dell'alto Medioevo


PREZZO : EUR 26,00€
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EDITORE/PRODUTTORE :
COLLANA/SERIE : , 39
DISPONIBILITA': Disponibile


TITOLO/DENOMINAZIONE:
Quem Quaeritis. Teatro sacro dell'alto Medioevo

PREZZO : EUR 26,00€

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COLLANA/SERIE:
, 39

ANNO:
1981

DISPONIBILITA':
Disponibile

CARATTERISTICHE TECNICHE:
404 pagine
Brossura
cm 15,5 x 21,5 x 2
gr 530

DESCRIZIONE:

Note di copertina:
Questo volume è pubblicato nell'ambito del programma di ricerca C.N.R. "Il teatro e lo spettacolo italiano" - Istituto del Teatro e dello Spettacolo, Università di Roma.
Il tratto fondamentale che guida sia la ricerca che la riflessione è quello dell'estraneità, tanto è vero che il titolo di questo lavoro, concepito in tedesco, e purtroppo intraducibile in italiano, era e dovrebbe essere: Das fremde Theater, il teatro estraneo, un teatro estraneo a noi che ci avviciniamo ad esso, ma estraneo anche alla cultura contemporanea dell'alto medioevo. La communis opinio a riguardo è comunque un'altra: il teatro sacro dell'alto medioevo è una specie di estensione "naturale" del culto impregnato totalmente dalla propria funzione "sacra". A questa tranquilla sicurezza con la quale gli studiosi si sono sempre avvicinati al proprio argomento di studio, appropriandosene nella consapevolezza del proprio dominio su di esso di volta in volta individuale ma coperto dal "metodo", conviene ora opporre un approccio, il cui fondamento metodologico non serva tanto a dare tranquillità e sostegno alla ricerca, quanto a porre delle domande al ricercatore, e, per dirlo con le parole di Walter Benjamin, "suscitare quell'inquietudine che costituisce l'inizio di ogni visione della storia che possa legittimamente essere chiamata dialettica".
Lo studioso moderno che non si accorge della qualità poetica e della funzione liturgica di una sequenza quale parte fondante delle cerimonie in cui essa appare, considerandola invece come una qualsiasi aggiunta di righe o di frasi ad una composizione "drammatica" sembra che non si interessi tanto di composizioni medievali quanto campi di applicazione delle proprie categorie quali "dramma", "annotazioni sceniche", "progressione logicodrammatica", "conclusioni soddisfacenti" ecc.
La duplice estraneità del teatro sacro è irrimediabilmente persa di vista. Anzi, il lavoro critico sembra consistere proprio nel recupero di una familiarità nuova e convincente contro una originaria lontananza.
Il dramma sacro latino è nato con il tratto distintivo della cerimonia elitaria nell'ambito di una cultura religiosa già orientata verso forme popolari trovandosi con ciò in opposizione a queste tendenze proponendo valori e significati "superati" (o in via di essere superati) dalle
tendenze verso la spiritualità religiosa e devozione privata e popolare.
La drammaturgia medievale nasce come fatto culturale e come elemento estraneo al culto. Il Quem quaeritis è composto secondo la tecnica di composizione della più avanzata avanguardia tecnica e formale dell'epoca, nata e sviluppatasi anch'essa nell'ambito dello stesso gruppo produttivo, cioè i cantori professionisti di un grande monastero benedettino.
Il "dramma sacro" non è nato come ampliamento della liturgia conformemente alle tendenze catechetiche dei contenuti liturgici "normali", ma in opposizione a questa "normalità".
Qualora con il Quem quaeritis fosse nato un nuovo "genere", tale genere non meriterebbe la qualifica di "liturgico", perché la qualità espressa dal sostantivo dramma si realizza solo in opposizione alla liturgia stessa e non in opposizione ad altre forme poetiche liturgiche o secolari. Non esiste dunque un genere "dramma liturgico" al quale verrebbe a mancare o il contenuto del sostantivo o quello espresso dall'aggettivo.
Esiste invece un progetto drammatico nato nell'alto medioevo il cui tratto distintivo del "parlare normale" lo isola da tutta la produzione poetica contemporanea. Esso non è paragonabile a nessun "genere" in quanto funziona solo a livello di progetto ispirando non già l'imitazione o il superamento di un modello ma solo singole e successive attualizzazioni, che sono, tra le altre, la Visitatio II e l'Ordo Stellae. Con ciò non viene creata una produzione drammatica continua basata su affinità formali sempre maggiori, ma la tradizione si basa sul principio della discontinuità. Ogni nuova attualizzazione cambia molto più di quanto non riprenda come "eredità", ma proprio in questo essa rimane fedele al progetto drammaturgico originale. Solo così, infatti, nasce una tradizione.
La qualità e l'unità del progetto si manifestano attraverso i singoli risultati mettendo in sempre maggior rilievo la "diversità" delle composizioni rispetto alla liturgia che le ospita. Nascono perciò dei tentativi a ricondurre la composizione "nuova" alla normalità, a farle perdere quella qualità che la rende diversa. Da questi tentativi - per la maggior parte riusciti - possiamo capire con estrema chiarezza la qualità del progetto drammaturgico medievale. Ce lo dimostrano le fonti numericamente dominanti, e precisamente gli esiti delle sue attualizzazioni non riuscite.

Indice:
pag. 11 Premessa: Che cosa cercare?
17 STUDIARE IL TEATRO MEDIEVALE
19 1. Il filone dominante degli studi
33 2. La recente critica tedesca
43 3. Lettura filologica o interpretazione
52 4. Funzione e struttura
65 5. Il dramma sacro tra rito e mezzo comunicativo
73 UNA CERIMONIA ESTRANEA
75 1. La trasmissione delle cerimonie liturgiche
86 2. La cerimonia delle «Tenebrae» della Settimana Santa
97 3. La diffusione del «Quem quaeritis» in Italia
109 4. Analisi linguistica del «Quem quaeritis»
121 5. «Galilea» e la processione pasquale
133 6. La patria del «Quem quaeritis»
138 7. Imitazioni del «Quem quaeritis»
155 LA VISITA AL SEPOLCRO
157 1. Lo «spostamento» del «Quem quaeritis»
171 2. La «Visitatio sepulchri I»
182 3. Edizioni e interpretazioni della «Visitatio I»
191 4. Origine della «Visitatio I»
198 5. La «Visitatio sepulchri II»
208 6. I «testi misti» della «Visitatio II»
220 7. Le tradizioni di Salisburgo e di Patavia
230 8. Struttura della «Visitatio II»
238 9. Produzione e ricezione
244 10. La «Depositio» del Venerdì Santo
258 11. «Visitatio II» e devozione liturgica
267 12. Origine della «Visitatio II»
291 LA TRADIZIONE DRAMMATICA
293 1. L'«Ordo Stellae»
304 2. Analisi dell'«Ordo Stellae»
325 3. «Caena Herodis»
340 4. Drammi sacri del XII sec.
357 CONCLUSIONI
369 APPENDICE
371 Traduzioni
379 Bibliografia
389 Indice dei manoscritti citati
392 Indice degli argomenti
396 Indice dei luoghi
398 Indice dei nomi


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