Ruggero Flores da Brindisi templare, corsaro e ammiraglio


PREZZO : EUR 34,50€
CODICE: EAN 9798390815762
AUTORE/CURATORE/ARTISTA :
Autore:
EDITORE/PRODUTTORE :
COLLANA/SERIE : -
DISPONIBILITA': Disponibile


TITOLO/DENOMINAZIONE:
Ruggero Flores da Brindisi templare, corsaro e ammiraglio

PREZZO : EUR 34,50€

CODICE :
EAN 9798390815762

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EDITORE/PRODUTTORE:


COLLANA/SERIE:



ANNO:
2024

DISPONIBILITA':
Disponibile

CARATTERISTICHE TECNICHE:
176 pagine
42 ill. colori, 9 ill. b/n
Brossura
cm 16,8 x 24,4 x 1
gr 357

DESCRIZIONE:

Commento dell'editore e quarta di copertina:
Ruggero Flores, il brindisino, è un personaggio storico singolare nonché enigmatico e per molti aspetti controverso, avvolto in un alone di mistero che aleggia intorno alla sua balda figura che lo rende quasi leggendario accrescendone la capacità attrattiva, provocata anche dai giudizi più disparati che su di lui sono stati espressi dai tanti che l'hanno studiato. Giudizi quasi sempre senza mezze misure, che con storica disinvoltura passano dalla critica più feroce alla smisurata ammirazione.
Ruggero Flores nacque a Brindisi nel 1267. Fin da giovanissimo fu un espertissimo uomo di mare e presto divenne un abile capitano di nave, comandante, con poco più di vent'anni, di una delle più grandi navi che solcavano il Mediterraneo a fine secolo XIII.
Fu un giovane Frate Templare, finché non venne espulso e perseguito dall'Ordine del Tempio. Durante un periodo non del tutto precisato della sua vita, fu un temuto corsaro - o pirata che dir si voglia - certamente spregiudicato, tanto quanto quella scelta di vita comportava esserlo per poter avere il successo che lui ebbe.
Fu un capitano di nave non solo molto abile, ma anche molto coraggioso: bisognava avere molta destrezza e una buona dose di coraggio per rischiare di fermarsi in Acri in quei giorni del maggio del 1291, e bisognava avere molta destrezza ed abbastanza coraggio per forzare l'entrata a vela in una Messina assediata e sferzata dallo scirocco, tra la notte e l'alba di quell'altro maggio, quello del 1302.
Oltre alla carriera marinara, la carriera militare di Ruggero Flores fu anch'essa meteorica: viceammiraglio della flotta del regno di Sicilia e Megaduca - ammiraglio gran comandante della flotta - dell'impero bizantino.
E fu, soprattutto, indiscusso e carismatico comandante di un esercito plurietnico divenuto sotto di lui, di fatto, invincibile. Un esercito medievale che con non più di diecimila uomini, conquistò nel giro di pochi mesi l'Anatolia e in meno di due anni mise seriamente in scacco l'intero impero bizantino del suo tempo, di quegli inizi del secolo XIV.
Frenò l'avanzata turca verso il centro dell'impero bizantino, ritardando di quasi un secolo e mezzo la caduta di Costantinopoli e la conseguente epocale fine dell'impero romano d'Oriente. "Forse", se l'intrepido brindisino, il controverso condottiero Ruggero Flores, non fosse stato ucciso, Costantinopoli non sarebbe mai caduta in mano turche, e la "storia" sarebbe stata tutta un'altra storia.


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