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Seconda di copertina:
Gli "Affreschi Istriani Medioevali" rappresentano, nella Storia dell'Arte, un capitolo sfuggito, per lungo tempo, alla attenzione della critica. Le scoperte, fatte in questo secolo, ed intensificatesi soprattutto nel secondo dopoguerra, hanno portato alla luce un numero considerevole di cicli pittorici, collocabili cronologicamente tra i secoli XI e XVI.
"L'opera di G. Ghirardi" - ha scritto Mario Rizzoli - "costituisce in Italia e, in generale, nell'occidente europeo, il primo trattato organico sulla materia in parola". Tale libro che, come sottolinea Sergio Bettini, "ha almeno due meriti: quello dell'informazione accurata e pressochè completa..., e quello di una scrittura agile e asciutta, volta all'essenziale", si articola in due parti.
Nella prima parte l'A. passa in rassegna i monumenti romanici, nella seconda quelli d'epoca gotica e tardogotica. Tra i cicli romanici merita particolare attenzione il complesso di affreschi che decorano la chiesa cimiteriale di Sanvincenti, eseguiti e firmati da un pittore trevigiano: Maestro Ognibene. La figura e l'opera del frescante trevigiano sono la prova più palese dei legami culturali, intercorrenti, in quell'epoca, tra l'Istria e la restante parte della Regione veneta, tanto più che nella stessa Treviso il Bettini ha individuato - nella chiesa di San Vito - un brano di affreschi assegnabili, senza ombra di dubbio, alla produzione giovanile di Ognibene.
Nella seconda parte del libro, G. Ghirardi ha tentato di individuare alcune componenti essenziali del discorso pittorico dei più curiosi frescanti istriani d'epoca tardogotica: Vincenzo e Giovanni da Castua, attivi rispettivamente a Vermo e a Cristoglie; il Maestro di Gimino e il Maestro di Pisino. A tale scopo, l'A. ha ritenuto opportuno tracciare un panorama sintetico delle culture figurative di terre limitrofe, come la Carinzia, la Carniola ed il Friuli. Nell'appendice del volume - dedicata ai cicli del primo Cinquecento - Ghirardi ferma la sua attenzione sugli affreschi di Draguccio (ch. di Sant'Eliseo) già segnalati dal Morassi nel 1924, e firmati da Antonio Paduan, nel cui linguaggio sono avvertibili alcune inflessioni di ascendenza mantegnesca.
Indice:
pag. 9 Premessa del Prof. Luigi Balestra, Presidente della Dante Alighieri - Comitato di Padova - e Consigliere Nazionale
11 Presentazione di Sergio Bettini
19 Introduzione
27 Parte Prima: Pitture murali istriane dalla metà del secolo undicesimo fino al primo Quattrocento
29 Cap. I - Frammento di pitture parietali nella chiesa benedettina dell'isola di Sant'Andrea presso Rovigno
35 Cap. II - Pitture istriane del secolo XI
45 Cap. III - Frammenti di pitture murali a Terviso (Trviz) e a Madrussani (Marozini)
51 Cap. IV - Pitture della chiesa di Santa Fosca presso Peroi (Dignano)
59 Cap. V - Affreschi della chiesa di San Gerolamo a Colmo (Hum)
69 Cap. VI - Affreschi di Sanvincenti, di Draguccio, di Ballarini e di Bogliuno - Accenni ai monumenti trecenteschi e del primo Quattrocento: Raccotole, San Nicola; San Pelagio, «Stantia Sillich»; Gimino, S. Antonio; Vermo, San Martino; Sanvincenti, S.ta Caterina; Passo, San Vito; Portole, S. Maria/S. Elena; Grisignano, S. Giovanni
83 Parte Seconda: Affreschi istriani del tardo Quattrocento
83 Cap. I - L'ambiente pittorico dell'interno istriano (con accenni alla pittura slovena del tardo medioevo)
107 Cap. II - Pitture di Gimino (Zminj) e di Pisino (Pazin)
113 Cap. III - Vincenzo e la bottega di Castua
125 Cap. IV - L'«Adorazione dei Magi» e la «Danza Macabra» nei cicli tardogotici istriani
145 Cap. V - Giovanni da Castua
155 Appendice: Pitture del XVI sec. (Draguccio, S. Rocco; Villanova, ch. del SS. Spirito)
161 Glossario: Località istriane citate nel corso della trattazione
INDICI
167 Indice delle riproduzioni a colori
169 Indice delle riproduzioni in bianco e nero
177 Indice dei nomi e dei luoghi più notevoli
183 Indice generale