Seconda di copertina:
Dopo un secolo dalla loro scoperta, vengono offerti all'attenzione degli studiosi e di un vasto pubblico trenta frammenti musicali pergamenacei custoditi nella Biblioteca Classense di Ravenna.
Il restauro conservativo ha esaltato, oltre al valore artistico degli oggetti, anche il suggestivo recupero di archetipi, unici testimoni di antichi codici membranacei che l'incuria, il danno e l'ignoranza degli uomini nel corso dei secoli "squinternarono" e "tagliuzzarono", utilizzandoli come "dorsali" di antichi libri di conti.
L'insieme dei trenta documenti costituisce un "tesoretto" di grande importanza, sicuramente non solo ravennate, per quantità, contenuti liturgici e, soprattutto, per gli evidenti valori paleografici: vi sono attestate le più antiche fasi della formazione grafica dei suoni musicali (neumi), capostipiti della futura notazione moderna.
Questi frammenti di codici antichi sono, tuttora, praticamente sconosciuti agli studiosi di paleografia musicale, nonostante la comunicazione a stampa che ne diede nel 1914 Silvio Bernicoli, il "positivista" Conservatore dell'Archivio Storico Comunale, e la pubblicazione di Francesco Balilla Pratella, il "futurista" Direttore dell'Istituto Musicale. A cent'anni dalla scoperta delle pergamene si è ritenuto importante riproporre il testo di Pratella, ignoto ai più, con un saggio dello studioso Domenico Tampieri e una nuova documentazione fotografica di numerosi frammenti appositamente eseguita.
Indice:
pag. 5 Gianni Rubboli, Ragioni di un intervento
7 Pier Paolo D'Attorre, Presentazione
11 Donatino Domini, Ragioni di una rilettura
37 Francesco Balilla Pratella, Di alcune pergamene con notazione neumatica trovate a Ravenna
61 Domenico Tampieri, Note in margine alle pergamene neumate ravennati 503
94 Bibliografia
99 Indice delle illustrazioni.