Commento dell'editore e quarta di copertina:
Oggetto del libro è un percorso - solo uno fra i molti possibili - all'interno della documentazione prodotta a Bergamo dagli esordi dell'età carolingia alle prime manifestazioni del governo comunale. È lo studio dei modelli e delle dinamiche di rappresentazione e autorappresentazione dei vertici politici e intellettuali di una società urbana, condotto su una massa di testimonianze scritte numericamente consistente e (ciò che più conta per il periodo in questione) senza vuoti cronologici significativi. È, soprattutto, il tentativo di mostrare la profonda omogeneità di fondo di quei modelli e di quelle dinamiche, definita in ragione di uno stretto, prolungato nesso di natura insieme politica e culturale fra l'episcopio e l'insieme di quanti, a diverso titolo, operarono nel campo della produzione e autenticazione documentaria e, più generalmente, dell'alfabetizzazione: dai chierici dell'alto medioevo ai giudici/consoli del XII secolo passando per la composita e non professionale "aristocrazia della scrittura" di età postcarolingia.
Indice:
pag. 9 Prefazione, di Michele Ansani
13 Introduzione
Parte I. L'EPISCOPIO COME LUOGO DI RACCORDO POLITICO E CULTURALE IN ETÀ CAROLINGIA. TEMPI, FORME E MODELLI DI UN'AFFERMAZIONE
21 1. La prima età carolingia (774-837)
21 1.1. Assetti politici e sociali negli anni della transizione: alcune note
30 1.2. Cartole e scrittori di cartole dalla fine del regno longobardo all'episcopato di Grasemundo (828-837)
39 2. DALL'ASSESTAMENTO ALLA CRISI DELLA DOMINAZIONE CAROLINGIA
39 2.1. Un vescovo franco sulla cattedra di S. Alessandro: l'iniziativa politica e culturale di Aganone (837-867)
56 2.2. L'episcopato di Garibaldo (862-888) e i nuovi orientamenti documentari nella rappresentazione del potere
Parte II. VESCOVI CITTADINI, CONSILIARII REGI. VICENDE DEL POTERE E DELLA DOCUMENTAZIONE NEL SECOLO X
73 1. L'episcopato di Adalberto di Canimalo (894-929) nel quadro delle lotte per il regno, fra deleghe d'autorità e potenziamenti di fatto
89 2. Le scritture dei chierici, i documenti dei notai: l'omogeneità culturale delle élites cittadine nella prima metà del secolo X
93 2.1. Un segno distintivo dei litterati urbani: le note tachigrafiche (e la loro scomparsa in età ottoniana)
117 2.2. Cartole e notarii prima e dopo l'avvento degli Ottoni
153 3. Gli atti sinodali e le forme 'quasi-cancelleresche'
153 3.1. La documentazione vescovile altomedievale in forme solenni: status quaestionis e spunti per la ricerca
164 3.2. Dalla carolina alla minuscola diplomatica: la scrittura dei decreta vescovili come luogo di autorappresentazione e affermazione ideologica
175 3.3. Modelli culturali ed elaborazioni autonome
182 3.4. 'Forma' e 'sostanza' della maturazione della coscienza documentaria
Parte III. PERFEZIONARE LA CONTINUITÀ, ISTITUZIONALIZZARE LA NOVITÀ. DINAMICHE DOCUMENTARIE E RAPPRESENTAZIONI POLITICHE NEI SECOLI XI E XII
189 1. "Secundum conscilium multorum clericorum, civium extraque urbem manentium sapientium et nobilium": il decreto vescovile del 1081 e la nuova struttura della politica
189 1.1. La malafama di un vescovo, l'ambiguo destino dell'innovazione
193 1.2. Dai manifesti del potere vescovile all'espressione di un potere e di una posizione ideologica: il decreto del 1081 fra realtà politica cittadina e militanza anti-gregoriana
207 2. Notai, giudici e causidici dalla curia vescovile alla guida del comune
215 2.1. Cartole e notarii dei secoli XI e XII: cultura grafica e cultura documentaria dei nuovi intellettuali
229 2.2. Cives e possessores, consules e capita: fisionomia sociale e attivisimo politico di giudici e notai in età precomunale e comunale
257 3. I primi documenti del comune di Bergamo
257 3.1. La configurazione istituzionale nello specchio della cultura e delle carte notarili
262 3.2. Comparsa dei consoli e origini del comune: il caso bergamasco a confronto con un problema aperto
273 3.3. Dai boni homines del 1110 ai consules civitatis del 1117: gli esordi di una sperimentazione politica e documentaria
273 3.3.1. Fra due vescovi e i capitoli cattedrali: vuoti di potere e rappresentanze informali
281 3.3.2. "Per parabolam et consensum fere omnium civium Pergamensium"
301 4. Le sentenze consolari degli anni 1144-1162
305 4.1. "In episcopali domo": un arbitrato del 1141 e la prima sentenza consolare a confronto
317 4.2. 'Forma' delle sentenze e 'formule' definitorie del comune
325 5. Un notaio fra vescovo e comune. Riflessioni conclusive
APPENDICE DOCUMENTARIA
339 I primi atti del comune consolare (1117-1162)
373 Bibliografia
411 Indice degli autori e dei curatori
415 Indice dei nomi di persona e dei luoghi