Commento dell'editore e quarta di copertina:
"Il libro di Paolo Lamma, riproposto in questa nuova edizione a sessantanove anni dalla prima […], ha il merito di condensare in una lettura di sintesi, tuttavia completa nel panorama che offre, l'intera vicenda teodericiana, toccandone in modo rapido ma esauriente i vari aspetti e temi e offrendo al lettore un testo che permane valido e utile."
(Dalla "Premessa" di Claudio Azzara)
Seconda di copertina:
«[...] Fu Teoderico uomo nella guerra e nella pace eccellentissimo, dotato nell'una fu sempre vincitore, nell'altra beneficiò grandemente le città e i popoli suoi [...]. Accolse Romani, in stantò Roma, ed eccetto che la disciplina milita re, restituì ai Romani ogni altro onore; convisse dentro ai termini loro, e senza alcuno tumulto di guerra, ma solo con la sua autorità, tutti i re barbari occupatori dello Impero, e li ridusse forza ze intru la punta del mare Adriatico e le Alpi, per impedire più facilmente il passo ai nuovi barbari che volessero assalire la Italia [...]. Mediante la virtù e bontà sua, non solamente Roma e Italia, ma tutte le altre parti dello occidentale impe rio, libere dalle continue battature che per tanti anni, da tante inondazione di barbari avevano sopportate, si sollevarono, e in buono ordine e assai felice stato si ridussero [...].» Questo passo di Machiavelli (tratto dalle Istorie fiorentine I, 9) è solo un petalo aggiunto alla già ricca corolla che Paolo Lamma intrec cia intorno alla figura di Teoderico il Grande, a questo Ostgotenherrscher il quale, da "capo di gente" gotá divenuto anche signore dei Romani, depone in Italia la sua erranza di guerriero di ventura. Qui, lo scorridoio della terra balcani che edifica la propria architettura politica: una res publica in cui la indelebile sostanza dal la gentilitas germanica si coordini alla civiltas romana: al fine di armare mediante una gotica krappa le strutture instabili dell'Impero. Quale "formula di struttura" degli elementi che espri mono, e alimentano, la costante disposizione di Teoderico a schierarsi per la civilitas –con tribuendo a confermarne il valore, attraverso le proprie gesta, prima di guida militare nella parte orientale, infine di guida politica sovrana nella parte occidentale dell'Impero–, potrem mo considerare la sua propensione una sorta di inquieta, ma sempre grandiosa, Romani Impe rii-Sehnsucht. Ovvero un'aspirazione ferma alla reintegrazione (alla "rigenerazione del tessuto") dell'universo politico della romanità. "Allora ha valore –ricorda giustamente Lamma– quanto dice Ennodio sopra la miracolosa resurrezione di Roma a opera di Teoderico: 'Plus est occasum repellere quam dedisse principia'. È più grande allontanare un tramonto che aprire la via a un inizio."
Terza di copertina:
«[Alla volta dell'Italia, Teoderico] omnem gentem Gothorum quae tamen ei praebuerat consensum assumens Hesperiam tendit [...]. È un popolo intero che si muove con tutto quello che ha verso un destino incerto di lotta e di prova [... Scrive Ennodio:] 'Furono presi i carri a modo di tetti e nelle instabili case fu ammassato tutto ciò che doveva servire al bisogno. Là allora erano portate le armi di Cerere e le mole di pietra trascinate dai buoi; cariche delle loro creature le madri tra la tua gente, dimentiche del sesso, si affaticavano per preparare il vitto'. Quanti erano [i Goti]? C'è discussione tra gli studiosi: [si] parla di duecentomila armati; [o] di centomila uomini con ventimila soldati; [o] di trecentomila uomini più centomila armati [...]. Nei pressi di Sirmium, c'è uno scontro con i Gepidi: [...] un combattimento duro nel quale è necessario tutto il valore di colui che doveva diventare nella leggenda Dietrich von Bern, Teoderico di Verona [... Da Ennodio] l'eroe è rappresentato a cavallo brindare coll'antico costume germanico alla vittoria, avanzare a briglia sciolta nello smagliante costume di guerra, circondato dalle insegne." (P. LAMMA)
Indice:
pag. 9 Premessa
13 Le fonti
DALL'ORIENTE ALL'OCCIDENTE.
21 - Nobiltà germanica e legittimità imperiale nella tradizione
22 - La stirpe amala
23 - Il decennio a Costantinopoli (461-471): esperienze culturali e politiche
25 - Il ritorno tra i suoi. La prima impresa
27 - Divisione tra i Goti: Oriente e Occidente
27 - Teoderico unico capo. Ingresso nella vita politica bizantina
30 - Per il primato tra i barbari: i due Teoderici
33 - Attraverso la Balcania: il miraggio adriatico
35 - Per dieci anni intorno a Bisanzio (479-489)
36 - Verso l'Italia
LA CONQUISTA D'ITALIA.
41 - Risalendo il Danubio
43 - In Italia: vittorie militari e successi politici
44 - Allargamento dell'orizzonte politico e militare
48 - Ingresso in Ravenna: la fine di Odoacre
49 - Per la definizione del potere
LA POLITICA ESTERA.
57 - Per l'unità dell'Occidente
59 - Il particolarismo franco
62 - Tentativi di mediazione nell'urto franco-visigoto
65 - Fallimento della mediazione. Vittoria militare, sconfitta diplomatica
67 - L'equivoco burgundo
69 - Tragico epilogo della politica familiare
70 - «Civilitas e gentilitas»
73 - La continuità coll'Oriente
74 - Intenzionale parallelismo e inevitabili contrasti con la politica anastasiana
81 - Illusoria chiarificazione con la dinastia ortodossa
LA POLITICA INTERNA.
85 - Conservatorismo e trasformazione.
86 - Goti e Romani.
90 - La facoltà legislativa.
92 - Le cariche pubbliche romane.
93 - La gerarchia gotica.
95 - La «tranquillitas ordinis».
97 - Teoderico e il senato.
99 - Politica economica: agricoltura.
101 - I commerci.
103 - Politica monetaria.
104 - Politica fiscale.
105 - Attività edilizia.
108 - La cultura.
LA POLITICA RELIGIOSA.
114 -Esperienza di fronte al travaglio religioso dell'Oriente.
115 - Intenzionale distacco dalla polemica religiosa.
117 - Intreccio tra la politica religiosa e le legazioni a Bisanzio.
120 - Lo scisma laurenziano.
129 - Accordo di sostanza e di forma tra Chiesa e Teodorico.
131 - Tentativi d'accordo con l'Oriente tramite Vitaliano.
133 - L'accordo con la nuova dinastia.
GLI ULTIMI ANNI DI REGNO.
139 - Il processo di Boezio.
147 - La morte del re.
149 - La leggenda di Teoderico.
150 - Tentativo di conclusione.
153 Indice dei nomi citati nel testo
157 Cenni bibliografici.